Śpiąca Królewna (Śpiąca Królewna)

Śpiąca Królewna (posłuchać lub pobrać książki audio w formacie MP3)

di Charles Perrault 1697
Carlo Collodi tłumaczenie (1875)

C’era una volta un Re e una Regina che erano disperati di non aver figliuoli, ma tanto disperati, nie będąc w stanie powiedzieć, co. Andavano tutti gli anni ai bagni, ora qui ora là: voti, pellegrinaggi; vollero provarle tutte: ma nulla giovava. Alla fine la Regina rimase incinta, e partorì una bambina.

Fu fatto un battesimo di gala; si diedero per comari alla Principessina tutte le fate che si poterono trovare nel paese (ce n’erano sette) perché ciascuna di esse le facesse un regalo; e così toccarono alla Principessa tutte le perfezioni immaginabili di questo mondo.

Dopo la cerimonia del battesimo, il corteggio tornò al palazzo reale, dove si dava una gran festa in onore delle fate.

Davanti a ciascuna di esse fu messa una magnifica posata, in un astuccio d’oro massiccio, dove c’era dentro un cucchiaio, una forchetta e un coltello d’oro finissimo, tutti guarniti di diamanti e di rubini.

Ma in quel mentre stavano per prendere il loro posto a tavola, si vide entrare una vecchia fata, la quale non era stata invitata con le altre, perché da cinquant’anni non usciva più dalla sua torre e tutti la credevano morta e incantata.

Il Re le fece dare una posata, ma non ci fu modo di farle dare, come alle altre, una posata d’oro massiccio, perché di queste ne erano state ordinate solamente sette, per le sette fate. La vecchia prese la cosa per uno sgarbo, e brontolò fra i denti alcune parole di minaccia.

Una delle giovani fate, che era accanto a lei, la sentì, e per paura che volesse fare qualche brutto regalo alla Principessina, appena alzati da tavola, andò a nascondersi dietro una portiera, per potere in questo modo esser l’ultima a parlare, e rimediare, in quanto fosse stato possibile, al male che la vecchia avesse fatto.

Intanto le fate cominciarono a distribuire alla Principessa i loro doni. La più giovane di tutte le diede in regalo che ella sarebbe stata la più bella donna del mondo: un’altra, che ella avrebbe avuto moltissimo spirito: trzeci, che avrebbe messo una grazia incantevole in tutte le cose che avesse fatto: la quinta che avrebbe cantato come un usignolo: e la sesta, che avrebbe suonato tutti gli strumenti con una perfezione da strasecolare.

Essendo venuto il momento della vecchia fata, essa disse tentennando il capo più per la bizza che per ragion degli anni, che la Principessa si sarebbe bucata la mano con un fuso e che ne sarebbe morta! Questo orribile regalo fece venire i brividi a tutte le persone della corte, e non ci fu uno solo che non piangesse.

A questo punto, la giovane fata uscì di dietro la portiera e disse forte queste parole:

Rassicuratevi, o Re e Regina; la vostra figlia non morirà: è vero che io non ho abbastanza potere per disfare tutto l’incantesimo che ha fatto la mia sorella maggiore: la Principessa si bucherà la mano con un fuso, ma invece di morire, s’addormenterà soltanto in un profondo sonno, che durerà cento anni, in capo ai quali il figlio di un Re la verrà a svegliare”.

Il Re, per la passione di scansare la sciagura annunziatagli dalla vecchia, fece subito bandire un editto, col quale era proibito a tutti di filare col fuso e di tenere fusi per casa, pena la vita.

Fatto sta, che passati quindici o sedici anni, il Re e la Regina essendo andati a una loro villa, accadde che la Principessina, correndo un giorno per il castello e mutando da un quartiere all’altro, salì fino in cima a una torre, dove in una piccola soffitta c’era una vecchina, che se ne stava sola sola, filando la sua rocca. Questa buona donna non sapeva nulla della proibizione fatta dal Re di filare col fuso.

Che fate voi, buona donna?”, Disse Principessa.

Son qui che filo, mia bella ragazza”, le rispose la vecchia, che non la conosceva punto.

“O! carino, carino tanto!”, Disse Principessa, “ma come fate? datemi un po’ przez, che voglio vedere se mi riesce anche a me.

Żywy, a także nieco lekkomyślny, jak to było (a z drugiej strony dekret bajki chciał tak), Nie skończył się czas podnoszenia, że przebite rękę i upadł nieprzytomny.

Stary dobry, nie wiedząc, co robić, woła o pomoc. Ludzie przychodzili ze wszystkich części; plusk wody na twarzy do księżniczki: odłączenia ubrania, Walka na ręce, i potarła skronie wodą Królowej Węgier; ale nie ma sposobu, aby ją z powrotem w samoregulacji. Następnie król, che era accorso al rumore, si ricordò della predizione delle fate: e sapendo bene che questa cosa doveva accadere, perché le fate l’avevano detto, fece mettere la Principessa nel più bell’appartamento del palazzo, sopra un letto tutto ricami d’oro e d’argento.

Si sarebbe detta un angelo, tanto era bella: perché lo svenimento non aveva scemato nulla alla bella tinta rosa del suo colorito: le gote erano di un bel carnato, e le labbra come il corallo. Ella aveva soltanto gli occhi chiusi: ma si sentiva respirare dolcemente; e così dava a vedere che non era morta. Il Re ordinò che la lasciassero dormire in pace finché non fosse arrivata la sua ora di destarsi.

La buona fata, che le aveva salvata la vita, condannandola a dormire per cento anni, si trovava nel regno di Matacchino, distante di là dodici mila chilometri, quando capitò alla Principessa questa disgrazia: ma ne fu avvertita in un baleno da un piccolo nano che portava ai piedi degli stivali di sette chilometri (erano stivali, coi quali si facevano sette chilometri per ogni gambata). La fata partì subito, e in men di un’ora fu vista arrivare dentro un carro di fuoco, tirato dai draghi.

Il Re andò ad offrirle la mano, per farla scendere dal carro. Ella diè un’occhiata a quanto era stato fatto: e perché era molto prudente, pensò che quando la Principessa venisse a svegliarsi, si vedrebbe in un brutto impiccio, a trovarsi sola sola in quel vecchio castello; ed ecco quello che fece.

Toccò colla sua bacchetta tutto ciò che era nel castello (meno il Re e la Regina) governanti, damigelle d’onore, cameriste, gentiluomini, ufficiali, maggiordomi, kucharze, sguatteri, lacchè, guardie, svizzeri, paggi e servitori; e così toccò ugualmente tutti i cavalli, che erano nella scuderia coi loro palafrenieri e i grossi mastini di guardia nei cortili e la piccola Puffe, la canina della Principessa, che era accanto a lei, sul suo letto. Appena li ebbe toccati, si addormentarono tutti, per risvegliarsi soltanto quando si sarebbe risvegliata la loro padrona, onde trovarsi pronti a servirla in tutto e per tutto. Gli stessi spiedi, che giravano sul fuoco, pieni di pernici e di fagiani si addormentarono: e si addormentò anche il fuoco. E tutte queste cose furono fatte in un batter d’occhio; perché le fate sono sveltissime nelle loro faccende.

Allora il Re e la Regina, quand’ebbero baciata la loro figliuola, senza che si svegliasse, uscirono dal castello, e fecero bandire che nessuno si fosse avvicinato a quei pressi. E la proibizione non era nemmeno necessaria, perché in meno d’un quarto d’ora crebbe, tam dokoła parku, niezwykła ilość drzew, di Arbus, z gałązek i jeżyn, tak ze sobą powiązane, że istnieje niebezpieczeństwo, że człowiek lub zwierzę może przejść. Widać było tylko czubki wież zamku: ale trzeba było patrzeć na nich z daleka. I tutaj nie jest łatwo rozpoznać, że wróżka znalazł celowe jego jednostek, tak, że księżniczka, podczas snu, nie muszą obawiać się niedyskrecji w ciekawy.

W sto lat, il figlio del Re che regnava allora, e che era di un’altra famiglia che non aveva che far nulla con quella della Principessa addormentata, andando a caccia in quei dintorni, domandò che cosa fossero le torri che si vedevano spuntare al di sopra di quella folta boscaglia.

Ciascuno gli rispose, secondo quello che ne avevano sentito dire: chi gli diceva che era un vecchio castello abitato dagli spiriti; chi raccontava che tutti gli stregoni del vicinato ci facevano il loro sabato. Głos był najbardziej popularnym posiadamy ogra startowej, który przyniósł wszystkich facetów, którzy mogliby NAB, następnie zjeść je na jej wygodę, , bez ryzyka, że ​​ktoś rincorresse, ponieważ on sam miał moc, aby otworzyć drogę przez las.

Książę nie wiem w co wierzyć, kiedy odezwał się stary rolnik i powiedział,:

“Mój dobry Principe, będzie więcej niż pięćdziesiąt lat, co usłyszałem od ojca, że ​​nie było w zamku księżniczki, la più bella che si potesse mai vedere; che essa doveva dormirvi cento anni, e che sarebbe destata dal figlio di un Re, al quale era destinata in sposa”.

Na te słowa, il Principe s’infiammò; senza esitare un attimo, pensò che sarebbe stato lui, quello che avrebbe condotto a fine una sì bella avventura, e spinto dall’amore e dalla gloria, decise di mettersi subito alla prova.

Appena si mosse verso il bosco, ecco che subito tutti gli alberi d’alto fusto e i pruneti e i roveti si tirarono da parte, da se stessi, per lasciarlo passare. Egli s’incamminò verso il castello, che era in fondo a un viale, ed entrò dentro; e la cosa che gli fece un podi stupore, fu quella di vedere che nessuno delle sue genti aveva potuto seguirlo, perché gli alberi, appena passato lui, erano tornati a ravvicinarsi. Ma non per questo si peritò a tirare avanti per la sua strada: un Principe giovine e innamorato è sempre pien di valore. Entrò in un gran cortile, dove lo spettacolo che gli apparve dinanzi agli occhi sarebbe bastato a farlo gelare di spavento. C’era un silenzio, che metteva paura: dappertutto l’immagine della morte: non si vedevano altro che corpi distesi per terra, di uomini e di animali, che parevano morti, se non che dal naso bitorzoluto e dalle gote vermiglie dei guardaportoni, egli si poté accorgere che erano soltanto addormentati, e i loro bicchieri, dove c’erano sempre gli ultimi sgoccioli di vino, mostravano chiaro che si erano addormentati trincando.

Passa quindi in un altro gran cortile, tutto lastricato di marmo; sale la scala ed entra nella sala delle guardie, che erano tutte schierate in fila colla carabina in braccio, e russavano come tanti ghiri; traversa molte altre stanze piene di cavalieri e di dame, tutti addormentati, chi in piedi chi a sedere. Entra finalmente in una camera tutta dorata, e vede sopra un letto, che aveva le cortine tirate su dai quattro lati, il più bello spettacolo che avesse visto mai, Księżniczka, która wykazała, piętnaście i szesnaście lat, i którego wygląd sfolgoreggiante było coś jasne i boskie.

Poszedł drżąc i podziwiając, i uklęknął obok niej. W tym momencie, od końca zaklęcia przyszedł, Księżniczka obudziła, i patrząc na niego z oczami, Bystry wiele z tego, co byłoby uzasadnione w pierwszym wywiadzie, “Voi sieci, mio Principe?”, powiedziała. “Zrobiłeś dużo czekać!”

Książę, oczarowany tymi słowami, a jeszcze bardziej przez sposób, w jaki zostały one wypowiedziane, nie wiem, jak wyrazić swoją łaskę i wdzięczność. Przysiągł, że kochał ją bardziej niż on sam. Jego przemówienia były odłączone i dlatego lubił więcej; perché, Trochę elokwencja, wielka miłość!

To było więcej niż się oszukany, ani nie ma z nim zrobić zastanawiać, się rozumieć, że księżniczka miała mnóstwo czasu na myślenie o tym, co będzie miał mu powiedzieć: perché, widocznie (Historia jednak nie wspomina), podczas snu tak długo, jego dobra wróżka dała z bardzo przyjemnych snów. Fatto sta, którzy byli już cztery godziny rozmowy między nimi, zajęty zajęty, i jeszcze nie powiedział połowa rzeczy, które miał do powiedzenia.

Intanto tutte le persone del palazzo si erano svegliate colla Principessa: e ciascuno aveva ripreso le sue faccende: e siccome tutti non erano innamorati, così non si reggevano in piedi dalla fame. La dama d’onore, che sentiva sfinirsi come gli altri, perdé la pazienza e disse ad alta voce alla Principessa che la zuppa era in tavola.

Il Principe diede mano alla Principessa perché si alzasse: ella era già abbigliata e con gran magnificenza: ed egli fu abbastanza prudente da farle osservare, che era vestita come la minonna, e che aveva un camicino alto fin sotto gli orecchi, come costumava un secolo addietro.

Ma non per questo era meno bella. Passarono nel gran salone degli specchi e lì cenarono, serviti a tavola dagli ufficiali della Principessa. Obój i skrzypce grał symfonie bardzo stary, ale zawsze piękne, choć było prawie sto lat nikt nie pomyślał, aby wydawać więcej: i po obiedzie, bez wprowadzania czasu w połowie, Mąż świetnie jałmużnik je w kaplicy sądowej, i pani honoru zwrócił zasłony z zapamiętanych.

Spali mało. Księżniczka nie mają wielką potrzebę, i Książę, jak tylko dzień wybuchu, Zostawiłem ją do powrotu do miasta, gdzie jego ojciec martwił się o niego. Książę dał mu do zrozumienia, że, idąc na polowanie, nie rozprasza się w lesie, a kto spał w chatce z węgla drzewnego, gdzie jadł z miski i trochę czarny’ ser.

To dobry człowiek ojca, to było po prostu dobry człowiek, myśleliśmy, że: ale to nie była jego matka, la quale, widząc, że jego syn jechał prawie codziennie na polowanie, a którzy zawsze gotowi do uzasadnienia akcesoriów, kiedy zdarzyło mu się spędzić trzy lub cztery noce z domu, skończył się w wodza, że ​​musi być jakiś sposób na Amoretto. Muszą wiedzieć, że spędził ponad dwa lata razem z księżniczką, i miał dwóch synów; z których większa, to była kobieta, nazwie Aurora, i druga, że ​​męski, nazwano Dzień, comecché zapowiadają się jeszcze piękniejsza siostra.

Królowa próbowała kilka razy przesłuchać dziecko, i umieścić go na levargli poniżej kilka słów: mówiąc, że w tym świecie każdy jest panem co mu przyjemność: ale nie arrisicò nigdy zwierzyć tajemnicę jej serca. Kochał swoją matkę; ale bał się,, bo pochodził z rodziny orków, i król został nakłoniony do zawarcia małżeństwa wyłącznie z powodu jego wielkiego bogactwa.

W rzeczywistości nie było w sądzie, że plotka miała wszystkie instynkty ogra; a, gdy zobaczył, chłopcy go, nie nad nim niesłychane starań aby powstrzymać chęć rzucić się na nich i jeść je przy życiu żyje.

Dlatego książę nigdy nie mówiąc już o jej tajemnice.

Ale gdy król zmarł, i stało się to dwa lata później, i że stał się mistrzem królestwa, fece subito bandire pubblicamente il suo matrimonio e andò con grande scialo a prendere la Regina sua moglie al castello. Le fu preparato un solenne ingresso nella capitale del Regno, dov’ella entrò in mezzo ai suoi due figli.

Di lì a poco tempo il Re andò a far la guerra al Re Cantalabutta, suo vicino. Lasciò la reggenza del Regno alla Regina sua madre, e le raccomandò tanto e poi tanto la moglie e i figliuoli suoi.

Si contava che egli dovesse restare alla guerra tutta l’estate, che appena fu partito la Regina mandò la nuora e i suoi ragazzi in una casa in mezzo ai boschi, per poter meglio soddisfare le sue orribili voglie. Dopo qualche giorno, vi andò essa pure, e una tal sera disse al suo capo cuoco:

Domani a pranzo voglio mangiare la piccola Aurora”.

“Ah, pani!”, esclamò il cuoco.

Voglio così”, Odparł Queen; e lo disse col tono di voce d’un’orchessa, che ha proprio voglia di mangiare della carne viva.

E la voglio mangiare in salsa piccante.

Quel pover’uomo del cuoco, vedendo che con un’orchessa c’era poco da scherzare, prese una grossa coltella e salì su nella camera della piccola Aurora.

Ella aveva allora quattr’anni appena, e corse saltellando e ridendo a gettarglisi al collo e a chiedergli delle chicche. Egli si mise a piangere, la coltella gli cascò di mano e andò giù nella corte a sgozzare un agnellino, e lo cucinò con una salsa così buona, che la sua padrona ebbe a dire di non aver mai mangiato una cosa così squisita in tempo di vita sua.

In quello stesso tempo esso aveva portato via la piccola Aurora e l’aveva data in custodia alla sua moglie, perché la nascondesse nel quartierino di sua abitazione in fondo al cortile.

Otto giorno dopo quella strega della Regina disse al suo capo cuoco:

Voglio mangiare a cena il piccolo Giorno”.

Egli non rispose né sì né no, risoluto com’era a farle lo stesso tiro della volta passata. Andò a cercare il piccolo Giorno, e lo trovò con una spada in mano, che tirava di scherma con una grossa scimmia: eppure non aveva più di tre anni. Lo prese e lo portò alla sua moglie, la quale lo nascose insieme colla piccola Aurora: e in luogo del fanciullo, servì in tavola un caprettino di latte, che l’orchessa trovò delizioso.

Fin lì le cose erano andate bene; ma una sera la malvagia Regina disse al cuoco:

Voglio mangiare la Regina, cucinata colla stessa salsa desuoi figliuoli”.

To właśnie wtedy usłyszał słabe ramiona kucharz nabrać, bo nie wiem, jak ją oszukać po raz trzeci. Młoda królowa grał dwadzieścia lat, nie wspominając o sto pracownicy spali; a jego skóra, chociaż zawsze piękne i białe, stał się trochę’ Fundusz: a teraz, jak znaleźć zwierzę, które utknęły w martwym punkcie w dokładnie ten sposób tigliosa skóry?

Aby uratować mu życie, podjęło uchwałę, aby wyciąć mu gardło i udał się do królowej w jej pokoju, col fermo proposito di non dovercisi rifare due volte. Egli fece di tutto per eccitarsi e per andare in bestia, e con un pugnale in mano entrò nella camera della giovane Regina: ma non volendola prendere di sorpresa, le raccontò con grandissimo rispetto l’ordine ricevuto dalla Regina madre.

“losy czysty, fate pure”, powiedziała, porgendogli il collo, “eseguite l’ordine che vi hanno dato; io andrò così a rivedere i miei figli, i miei poveri figli, che ho tanto amato.

Ella li credeva morti fin dal momento che li aveva veduti sparire, nie wiedząc więcej.

“Nie, nie, O Signora”, odpowiedział biednego kucharza, wszystkie zmiękczona, “nie będzie w ogóle nie umrzeć: i nie odpuszczę zrewidować swoje dzieci: ale widać je w moim domu, gdzie mam je ukryte, i nawet w tym czasie oszukać Królową, czyniąc je jeść młody Cervia zamiast ciebie.”

Od razu zaprowadził ją do swojego pokoju, gdzie, pozostawiając sfogasse całować swoje stworzenia, i płakać z nimi, poszedł diviato gotować jelenia, że królowa jedli na obiad, col medesimo gusto, come se avesse mangiato la giovine Regina. Ella era molto soddisfatta della sua crudeltà; e già studiava il modo per dare a intendere al Re, quando fosse tornato, che i lupi affamati avevano divorato la Regina sua moglie e i suoi ragazzi .

Una sera che la Regina madre, secondo il suo solito, ronzava in punta di piedi per le corti e per i cortili, a fiutare l’odore della carne cruda, sentì in una stanza terrena il piccolo Giorno che piangeva, perché la sua mamma lo voleva picchiare, a causa che era stato cattivo, e sentì nello stesso tempo la piccola Aurora che implorava perdono per il suo fratellino.

L’orchessa riconobbe la voce della Regina e desuoi figliuoli, e furibonda d’essere stata ingannata, con una voce spaventevole, che fece tremar tutti, ordinò che la mattina dipoi fosse portata in mezzo alla corte una gran vasca, e che la vasca fosse riempita di vipere, di rospi, di ramarri e di serpenti per farvi gettar dentro la Regina, i figliuoli, il capo cuoco, la moglie di lui e la sua serva di casa.

Ella aveva ordinato che fossero menati tutti colle mani legate di dietro. Essi erano lì, e già i carnefici si preparavano a gettarli nella vasca, quand’ecco che il Re, il quale non era aspettato così presto di ritorno, entrò nella corte a cavallo: esso era venuto colla posta, e domandò tutto stupito che cosa mai volesse dire quell’orrendo spettacolo. Nessuno aveva coraggio di aprir bocca, quando l’orchessa, presa da una rabbia indicibile nel vedere quel che vedeva, rzuciła się do przodu z głową w wannie, gdzie w jednej chwili został pożarty przez te wszystkie bestie, że nie zostało wprowadzone na jego polecenie. W każdym razie, król pokazał on zasmucony, bo w końcu to jego matka: ale on znalazł sposób, aby szybko pocieszył się jego piękna żona i jego dzieci.

 

Jeśli ta historia miała ochoty czegoś nauczyć, kto mógłby uczyć dziewczynki, że wstaje, robaka… ani mąż.

Śpiąca Królewna spała na sto lat, e poi trovò lo sposo: ma il racconto forse è fatto apposta per dimostrare alle fanciulle che non sarebbe prudenza imitarne l’esempio.

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