Cenicienta (Cendrillon)

Cenicienta (ascolta o scarica l’audiolibro in mp3)
Charles Perrault (1697)
Traduzione di Carlo Collodi (1875)

C’era una volta un gentiluomo, il quale aveva sposata in seconde nozze una donna così piena di albagia e d’arroganza, da non darsi l’eguale.

Ella aveva due figlie dello stesso carattere del suo, e che la somigliavano come due gocce d’acqua.

Anche il marito aveva una figlia, ma di una dolcezza e di una bontà da non farsene un’idea; e in questo tirava dalla sua mamma, la quale era stata la più buona donna del mondo.

Le nozze erano appena fatte, che la matrigna dette subito a divedere la sua cattiveria. Ella non poteva patire le buone qualità della giovinetta, perché, a quel confronto, le sue figliuole diventavano più antipatiche che mai.

Ella la destinò alle faccende più triviali della casa: era lei che rigovernava in cucina, lei che spazzava le scale e rifaceva le camere della signora e delle signorine; lei che dormiva a tetto, proprio in un granaio, sopra una cattiva materassa di paglia, mentre le sorelle stavano in camere coll’impiantito di legno, dov’erano letti d’ultimo gusto, e specchi da potervisi mirare dalla testa fino ai piedi.

La povera figliuola tollerava ogni cosa con pazienza, e non aveva cuore di rammaricarsene con suo padre, il quale l’avrebbe sgridata, perché era un uomo che si faceva menare per il naso in tutto e per tutto dalla moglie.

Quando aveva finito le sue faccende, andava a rincantucciarsi in un angolo del focolare, dove si metteva a sedere nella cenere; motivo per cui la chiamavano comunemente la Culincenere.

Ma la seconda delle sorelle, che non era così sboccata come la maggiore, la chiamava Cenicienta.

Eppure Cenerentola, con tutti i suoi cenci, era cento volte più bella delle sue sorelle, quantunque fossero vestite in ghingheri e da grandi signore.

Ora accadde che il figlio del Re diede una festa da ballo, alla quale furono invitate tutte le persone di grand’importanza e anche le nostre due signorine furono del numero, perché erano di quelle che facevano grande spicco in paese. Eccole tutte contente e tutte affaccendate a scegliersi gli abiti e le pettinature, che tornassero loro meglio a viso. E questa fu un’altra seccatura per la povera Cenerentola, perché toccava a lei a stirare le sottane e a dare l’amido ai manichini. No se habla de otra cosa en la casa que es la forma en que se han vestido esa noche.

“Yo”, dijo la mayor, “Voy a conseguir el vestido de terciopelo rojo y mi trino de Inglaterra.”

“Y yo”, diseña la otra, “No voy a tener mi vestido habitual: pero, en compenso, Me puse la ropa con flores de oro y mi collar de diamantes, eso no es DiCerto de los que se ven todos los días.”

Llamaron a la gala pettinatora, estar haciendo rizos en dos líneas, y compró algunos parajes por el fabricante de las ciudades más de moda.

Se llama así porque la Cenicienta dijo que su opinión, como el que tenía una gran cantidad de sabor; Cenicienta y morir’ sus mejores consejos, y, por otra parte, se ofreció a vestirlos: Por lo cual fue aceptado sin la necesidad de decir dos veces.

Si bien vestida y peinada, dijeron:

“Di ', Cenicienta, 'D orden de llegada a la danza?…” .

“Ah, Srtas! me canzonate: estos no son divertidos para mí! ”

“Tienes razón: nos volveríamos a tener que reír, para ver una cenicienta, sus compañeros, una parte a la pelota.”

Otra chica, en lugar de la Cenicienta, haría cualquier cosa para vestir mal; pero fue una muy buena hija, y vestido y se sentó lo mejor que podría hacer.

Para la gran alegría de esta fiesta, permanecido casi dos días sin acordarse de comer: tore más de una docena de agujas para atornillar a los lados y en la vida truncada; y pasó tutt'intera el día sagrado para mirarse en el espejo.

Fue finalmente el día anhelado. Salieron de la casa y Cenicienta acompañados con sus ojos en lo que pudo: cuando el más reciente, mise y un limpiador.

La su COMARE, quien encontró los ojos rojos y llenos de lágrimas, le pregunté qué tenía.

“Lo haría… Lo haría…” Y lloró tan fuerte, que no pudo terminar la palabra.

La Matrona, que era un hada, le estas:

“¿Quieres que vaya a la fiesta de graduación, no es cierto?”.

“Yo también, Sí” Cenicienta dijo con un gran suspiro.

“Bueno: prometes ser bueno?”, diseña la Matrona. “Entonces usted va allí.”

Y menatala Room, le estas: “Ve al jardín y tráeme un pepino”.

Cenicienta corrió rápidamente para aprovechar el mejor que pudimos encontrar y se lo llevó al hermano, sin saber mucho menos los miles de kilómetros como este pepino nunca va a hacer que se vaya a la fiesta de baile.

La Comare lo vuotò per bene, e rimasta la buccia sola, ci batté sopra colla bacchetta fatata, e in un attimo il cetriolo si mutò in una bella carrozza tutta dorata.

Dopo, andò a guardare nella trappola, dove trovò sei sorci, tutti vivi.

Ella disse a Cenerentola di tenere alzato un pochino lo sportello della trappola, e a ciascun sorcio che usciva fuori, gli dava un colpo di bacchetta, e il sorcio diventava subito un bel cavallo: e così messe insieme un magnifico tiro a sei, con tutti i cavalli di un bel pelame grigio-topo-rosato.

E siccome essa non sapeva di che pasta fabbricare un cocchiere:

“Aspettate un poco” disse Cenerentola “voglio andare a vedere se per caso nella topaiola ci fosse un topo; che così ne faremo un cocchiere”.

“Brava!” diseña la Matrona “va’ un po’ a vedere.”

Cenerentola ritornò colla topaiola, dove c’erano tre grossi topi.

La fata, fra i tre, scelse quello che aveva la barba più lunga; il quale, appena l’ebbe toccato, diventò un bel pezzo di cocchiere, e con certi baffi, i più belli che si fossero mai veduti.

Fatto questo, le estas:

“Ora vai nel giardino: e dietro l’annaffiatoio troverai sei lucertole. Portamele qui.”

Appena l’ebbe portate, la Comare le convertì in sei lacchè, i quali salirono subito dietro la carrozza, colle loro livree gallonate, e vi si tenevano attaccati, come se in vita loro non avessero fatto altro mestiere.

Allora la fata disse a Cenerentola:

“Eccoti qui tutto l’occorrente per andare al ballo: sei contenta?”.

“Sí, ma che ci devo andare in questo modo, e con questi vestitacci che ho addosso?”

La fata non fece altro che toccarla colla sua bacchetta, e i suoi poveri panni si cambiarono in vestiti di broccato d’oro e di argento, e tutti tempestati di pietre preziose: quindi le diede un paio di scarpine di vetro, che erano una meraviglia.

Quand’ella ebbe finito di accomodarsi, montò in carrozza: ma la Comare le raccomandò sopra ogni altra cosa di non far più tardi della mezzanotte, ammonendola che se ella si fosse trattenuta al ballo un minuto di più, la sua carrozza sarebbe ridiventata un cetriolo, i suoi cavalli dei sorci, i suoi lacchè delle lucertole, i suoi vestiti avrebbero ripreso la forma e l’aspetto cencioso di prima.

Ella dette alla Comare la sua parola d’onore che sarebbe venuta via dal ballo avanti la mezzanotte.

E partì, que no era más en la piel con deleite.

El hijo del rey, el haber sido proclamado la llegada de una princesa, que nadie sabía quién era, Él corrió a recibirlo, y ofreció su mano para iscendere carro, y él la llevó a la habitación donde estaban convidados.

A continuación, hizo un gran silencio: las danzas fueron interrumpidos, los violines juegan smessero, todas las miradas se volvieron a contemplar la belleza de la gran desconocida.

No podía oír nada más que un murmullo confuso, y decir en voz baja: “¡Ay! lo hermoso!…”.

El mismo Rey, tan antigua, No y terminó fuera de la mirada, y él estaba diciendo en voz baja a la Reina, que durante muchos años fue ya no pasó a ver a una mujer tan hermosa y tan graciosa.

Todas las mujeres tenían sus ojos en su cuerpo, para examinar el peinado y la ropa, que ver con eso y hacer lo mismo para el día siguiente, siempre que era posible encontrar las telas modistas tan hermosa y tan talentosa.

El hijo del rey la colocó en el lugar de honor: luego fue a recogerla para hacer su baile. Bailó con tanta gracia, creciendo en toda la maravilla.

Fue un maravilloso refresco servido, que el joven príncipe ni siquiera sabía, Estaba tan absorto en contemplando la hermosa desconocida.

Ella fue y se puso al lado de sus hermanas: utilizado sus muchas sutilezas: y los hizo parte de las naranjas y limones, que el príncipe había dado; De manera que la maravillaba mucho, porque no reconocen ni punto ni poco.

¿De qué estaban hablando juntos, Cenerentola sentì battere le undici e tre quarti; e fatta subito una gran riverenza a tutta la società, scappò via come il vento.

Appena arrivata a casa, corse a trovare la Comare, e dopo averla ringraziata, le disse che avrebbe avuto un gran piacere di tornare anche alla festa del giorno dipoi, perché il figlio del Re l’aveva pregata molto.

Mentre stava raccontando alla Comare tutti i particolari della festa, le due sorelle bussarono alla porta: Cenerentola andò loro ad aprire.

“Quanto siete state a tornare!” disse ella stropicciandosi gli occhi e stirandosi come se si fosse svegliata in quel momento. E sì, che ella non aveva avuto davvero una gran voglia di dormire, dacché s’erano lasciate.

“Se tu fossi stata al ballo”, le disse una delle sue sorelle “no habrías aburrido: que ha sido la más bella princesa, pero de’ hasta el más bello que se puede ver el mundo: nos hizo una garbatezze mil, y nos dio los cedros y naranjas.”

Cenicienta no entendía muy contento. Ella les preguntó el nombre de la princesa; pero dijo que los que no conocen, y que el hijo del rey se muere de ganas de saber quién era, y que habría dado cualquier cosa por saber.

Cenicienta sonrió, y les dijo::

“Dev’ ser muy agradable! Dio mio! como usted es feliz que otra! Lo que yo pagaría para verlo! Via, Sra. Julieta, préstame tu vestido amarillo, que de todos los días…”.

“A la derecha, Dije!” dijo Julieta. “Tome mi vestido en una mala Cenicienta como tú. Bisognerebbe proprio dire che avessi perso il giudizio.”

Questa risposta Cenerentola se l’aspettava: e ne fu contentissima; perché si sarebbe trovata in un grande impiccio, se la sua sorella le avesse prestato il vestito.

La sera dopo le due sorelle tornarono al ballo: e Cenerentola pure; ma vestita anche più sfarzosamente della prima volta.

Il figlio del Re non la lasciò un minuto; e in tutta la serata non fece altro che dirle un monte di cose appassionate e galanti.

La giovinetta, che non s’annoiava punto, si era dimenticata le raccomandazioni fatte dalla Comare; tant’è vero che sentì battere il primo tocco della mezzanotte, e credeva che non fossero ancora le undici. S’alzò e fuggì con tanta leggerezza, che pareva una cervia.

Il Principe le corse dietro, pero no podía alcanzarlo.

La fuga, ella dejó caer uno de sus zapatos de cristal, que el príncipe recogió con gran amor.

Cenicienta llegó a su casa todos alborotados, sin carro, sin lacayos y con el vestido de todos los días, essendole no queda nada de su magnificencia, fuera de uno de sus zapatos, la compañera de la que había perdido en la calle.

Se pidió a guardaportoni del edificio, si por casualidad habían visto a una princesa a salir; pero ellos respondieron que no habían visto anyone'll salir, excepto una chica mal vestido y mirando a una muchacha campesina que parecía más bien una dama.

Cuando las hermanas regresaron de la pelota, Cenicienta les preguntó si tenían un buen rato y si no era aún una bella dama.

Esse risposero di si, e che era scappata via allo scocco della mezzanotte, e con tanta furia, che s’era lasciata cascare una delle sue scarpine di vetro, la più bella scarpina del mondo: e che il figlio del Re l’aveva raccattata, e non aveva fatto altro che guardarla tutto il tempo del ballo, e che questo voleva dire che egli era innamorato morto della bella signora, alla quale apparteneva la scarpina.

E dicevano la verità: perché di lì a pochi giorni il figlio del Re fece bandire a suon di tromba che sposerebbe colei, il cui piede avesse calzato bene quella scarpina.

Si cominciò a provare la scarpa alle Principesse: poi alle Duchesse e a tutte le dame di corte: ma era tempo perso.

Fu portata a casa delle due sorelle, le quali fecero ogni sforzo possibile per far entrare il piede in quella scarpa: ma non ci fu modo.

Cenicienta, che stava a guardarle e che aveva riconosciuta la scarpina, disse loro:

“Voglio vedere anch’io se mi va bene!”.

Le sorelle si misero a ridere e a canzonarla.

Il gentiluomo incaricato di far la prova della scarpa, avendo posato gli occhi addosso a Cenerentola e parendogli molto bella, disse che era giustissimo, e che egli aveva l’ordine di provar la scarpa a tutte le fanciulle.

Fece sedere Cenerentola, e avvicinando la scarpa al suo piedino, vide che c’entrava senz’ombra di fatica e che calzava proprio come un guanto.

Lo stupore delle due sorelle fu grande, ma crebbe del doppio, cuando Cenicienta sacó de su bolsillo la otra zapatilla y se metió en ese otro pie.

En este punto en particular vino la señora, que, dado una varita a la ropa de Cenicienta, Hizo a ser mucho más glamoroso, que no habían sido nunca.

Entonces las dos hermanas reconocidos en ella la hermosa dama ven en la danza; y se arrojaron a sus pies para pedir el perdón de los malos tratos que tuvo que sufrir. Cenicienta hizo raise, y dijo, abrazando, que perdonó a su corazón, y que él oró a amarla por siempre y dimolto.

Vestida como estaba, Se llevó a cabo por el Príncipe, que parecía más hermoso que todas las otras veces, y después de unos días, el casado.

Cenicienta, buena chica tan hermosa, Lo hizo dar un distrito con sus hermanas, y el marido el mismo día a dos caballeros de la corte.

 

Este cuento, en lugar de una moral, ja ne debido.

Prima debe: belleza, Especialmente para las mujeres, es un gran tesoro; pero hay un tesoro que vale más, y la gracia, pudor y las buenas costumbres.

Con estas habilidades Cenerentola convertido llegó a Regina.

Otra morale: gracia, espíritu, coraje, modestia, nobleza de sangre, el sentido común, cosas todas hermosas; pero que se benefician de estos regalos de la Providencia, si no es un impostor o una comadrona, o, como decimos hoy, un buen compañero para llevarnos?

Sin la ayuda del hermano, lo avrebb'ella hecho de que la hija buena y talentosa de la Cenicienta?

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