Ermenegildo Pistelli und Carlo Collodi

P1040461…padre Ermenegildo Pistelli, Als junger Mann mehrmals hatte er Collodi aus dem Verlag Paggi gesehen, aber, zu erkennen, dass es die ruhigste der Autoren war, die in der Bibliothek getroffen, Er hatte es nicht gewagt, ihn zu sprechen. Eines Tages jedoch,, non aveva resistito alla tentazione di chiedergli delucidazioni sul suo finale, ricevendo solo conferma alle proprie perplessità:
“Questo finale a me non convince, perché l’hai finito così?";
a questa domanda Collodi avrebbe risposto:
“Io ho finito così? Non me lo ricordo mica, mi sembra di no.”
E il Pistelli:
“Come no, tieni il libro è questo”.
“Io non mi ricordavo mica di averlo finito così”.[1]

Il manoscritto degli ultimi capitoli, l’unica parte dell’opera scritta dalla mano di Collodi che ci sia arrivata e da cui probabilmente fu ricopiata la copia inviata a Roma per essere pubblicata sul Zeitung für Kinder, elimina definitivamente tali dubbi.


[1] F. Tempesti, Chi era il Collodi, cit. einmal. 197-8
ERMENEGILDO PISTELLI scrive di Collodi nel necrologio del Rigutini edito sulla RASSEGNA NAZIONALE del 1 Juni 1903 [Riferendosi a Carlo Lorenzini]:
aborrì ugualmente le affettazioni classicheggianti e le sciatterie pseudomanzoniane

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