Introduzione

Chi ipotizza che l’autore della Bibbia, cioè Dio, sia l’artefice della storia più famosa del mondo è sulla cattiva strada!
Questo testo sacro vanta una distribuzione di quattro miliardi di copie, per la maggiore parte gratuita, ma quante di queste vengono lette? L’indagine Eurisko del 2005 spiega precisamente che, nonostante il 70% delle persone possegga la Bibbia, in realtà il 73% di questi la legge raramente o non l’ha mai letta, e solo poco più di un milione d’italiani dichiara di leggerla regolarmente.
Sia chiaro: la divulgazione della Bibbia non è in crisi, tutt’altro! Ma se poco più di 100 anni fa la maggioranza delle persone era analfabeta e, oltretutto, ne era sacrosantamente vietata la lettura in italiano, attualmente la Bibbia, pur godendo del suo periodo più florido, non può comunque essere definita come l’opera più famosa del mondo. Solo per citare alcune tra le opere che potrebbero avvicinarsi, si ricordi: Il piccolo principe, con oltre 200 milioni di copie vendute, superato da Don Chisciotte che con “sole” ben ottanta traduzioni ha passato i 500 milioni, mentre il famosissimo Harry Potter è stato tradotto “solo” in sessantasette lingue e arrivato, per ora, a “sole” 400 milioni di copie. Anche Alice nel paese delle meraviglie è famosissima, purtroppo, se la ricordano quasi esclusivamente le ragazze! Lo so, cara lettrice o caro lettore, non hai ancora cambiato idea… Anche tu supponi che sia la Bibbia la storia più famosa! Ok, facciamo pur finta che tutti i battezzati ebrei e cristiani l’abbiano letta appassionatamente…
Esiste, però, un racconto che va oltre ogni romanzo, ogni storia e al di là dei confini nazionali, superando per fama persino ogni testo religioso. Orbene, escludendo coloro che, ancora oggi sono analfabeti e vivono in condizioni di tale povertà da non aver mai visto un televisore e letto neanche un libro, tutti i bambini e gli adulti del pianeta hanno fatto la conoscenza di Pinocchio e ne conserveranno il ricordo per tutta la vita.

Comunque sia, in tutti i continenti, tutti i bambini di ieri e di oggi dal secondo anno di età in poi, sanno chi è Pinocchio.
In India è famosissima la Pinocchio pizza; in Germania vantano persino un simpatico Pinocchio Park; in Brasile lo chiamano Pinoquio; in Francia preferiscono i ristoranti alla Pinocchio; in America esiste chi cerca di capire come si allunghi quel naso e in Canada c’è chi va al bar Pinocchio; in Danimarca vendono i tappeti Pinocchio che sono fra i più desiderati; in Indonesia e Singapore sono famose le Pinocchio fx, signorine che cantano bugie come nessun altro al mondo; negli Stati Uniti hanno prodotto il film horror Bad Pinocchio; in Olanda vanno di moda le scarpe Pinocchio; in Spagna ci sono adulti che giocano nel Pinocchio Poker club; in Belgio vanno a ruba i puzzle che raffigurano la favola; i polacchi hanno i negozi per bambini a nome Pinokkio…; in Egitto vendono i mobili parlanti a marchio Pinocchio e in Cina oltre a chi espone le omonime sedie made in Italy… c’è chi lo studia all’università, come a Urbino, o alla Oxford University.
In Italia è famoso il più grande pupazzo di legno del mondo che vanta 16 metri d’altezza e lo trovi nel fantastico paese di Collodi.
Non c’è che dire: Pinocchio ha conquistato il mondo e il mondo ha conquistato Pinocchio! La sua invincibile fama e la sua diffusione rendono d’obbligo morale e culturale la conoscenza del suo autore: Carlo Lorenzini, in arte Collodi. Dopo tanti anni, il libro di Pinocchio continua a ricevere giudizi positivi e numerose personalità vi fanno riferimento: in particolare elette intelligenze come psicologi, educatori, critici, affermati scrittori, registi e molti fra i migliori poeti, filosofi, teologi; insomma ci siamo quasi tutti… anche molti che di professione fanno i politici e i clericali.
Tutti questi, in cuor mio, meritano apprezzamento per il loro coraggio, nel dare valore a una storia ancora non di rado ritenuta diretta solo ai bambini.
Vuoi un po’ sapere chi ha apprezzato la principale opera di Collodi prima di me meschinello?
Eccoti una lista molto abbreviata, a risparmio di spazio e di tempo:
– il suo primo biografo, lo scrittore e docente di filologia Giuseppe Rigutini;
– Papa Luciani e il cardinale Giacomo Biffi… sebbene i loro argomenti siano molto discordanti;
– il premio Nobel Dario Fo; – il senatore a vita, nonché ex presidente del senato italiano, Giovanni Spa dolini;
– il compositore e trombettista jazz Miles Davis;
– il cantante Edoardo Bennato e il gruppo musicale Pooh;
– il giornalista e scrittore neoavanguardista Giorgio Manganelli;
– lo storico fumettista italiano Benito Jacovitti;
– il poliedrico artista teatrale Carmelo Bene;
– lo storico, politico, critico letterario e scrittore italiano Benedetto Croce;
– Il famosissimo scrittore e narratore Italo Calvino;
– il celeberrimo giornalista Indro Montanelli;
– il giornalista, ex direttore Rai 1, Gad Lerner;
– lo scrittore Carlo Fruttero;
– registi cinematografici come Luigi Comencini, Walt Disney e Roberto Benigni.

Ne lascio indietro molti, ma spero che bastino questi per capire che ci troviamo in buona compagnia!
Dirò, piuttosto, che in procinto d’incominciare l’emozionante racconto, mi sento invaso da una sola paura… quella che, dopo avere scorso la lista dei miei predecessori, dopo aver capito l’importanza storica di Carlo Collodi, trovi che l’argomento sia troppo serio, la materia troppo vasta, l’impresa troppo ardua per uno scrittorello senz’ombra d’autorità quale io sono.
Mi consola il pensiero e mi affido alla speranza che almeno gli amatori di Collodi vorranno, per amor suo, usare indulgenza anche al suo biografo, ed io mi propongo di procedere nelle mie ricerche e di menare innanzi la mia narrazione con tanta semplicità d’idee, con tale sincerità d’intenti, con tanta ingenuità di forme, e con sì grande e piena buona fede che all’ultimo, i miei cortesi lettori mi piglieranno per uno scrittore anche a me!
Io non posso inventare i fatti, falsare le date, giocare alla palla coi nomi, falsificare i testi, creare le citazioni, invocare i miracoli, fare ammutolire i vivi e parlare i morti. Qui narro la Storia di Carlo Collodi, non certo la Storia dei Papi!

Matteo Raggi
e, sul finale, plagiando Yorick figlio di Yorick
(un carissimo amico di Collodi)